Scandalo Facebook, furto dati Utenti Cambridge Analytica

Scandalo Facebook e Cambridge Analytica, Notizie Scandalo Facebook | Foto Newsie Tech

Da un po’ di tempo a questa parte, TV, giornali e Blog non fanno che parlare dello Scandalo Facebook che coinvolge in prima persona Cambridge Analytica, una società a quanto pare rea di aver sottratto a Facebook molti dati di Utenti e che li abbia usati per condizionare le elezioni USA.



Chi è Cambridge Analytica e come ha fatto a sottrare i Dati degli Utenti Facebook?

Cambridge Analytica è una società che afferma di avere la Mission di “Portare Cambiamenti Comportamentali Guidati Dalle Informazioni”, cosa che fa comprendendo cosa motiva il singolo individuo e coinvolgendolo con il pubblico di destinazione in modi che lo muovono all’azione.

I dati degli utenti non sono stati propriamente sottratti illegalmente ma previo consenso dell’individuo, l’illegalità sta’ nella violazione delle regole di Facebook che vieta di vendere o cedere i dati a terzi.

Il Fatto risale fin al 2015 quando il professor Aleksandr Kogan dell’Università di Cambridge ha Creato ThisIsYourDigitalLife, un’App che proponeva di prevedere aspetti della personalità dell’utente.

Quest’App, provvista del meccanismo di accreditamento Facebook Login, è stata scaricata da circa 270.000 persone, le quali accreditandosi tramite Facebook Login hanno dato consenso all’Applicazione di accedere alle informazioni Utente e dei suoi contatti di primo livello, salvo impostazioni privacy elevate degli stessi, quindi in maniera del tutto lecita visto il consenso manuale.

Lo Scandalo con Cambridge Analytica sta’ nel fatto che Kogan ha passato le informazioni a Christopher Wylie di Euonia Technologies, allora coinvolto con Cambridge Analytica, dando vita allo Scandalo Facebook di cui oggi tutti parlano.

Verificando la clientela di Cambridge Analytica, risulta vi siano importanti politici internazionali che si sono rivolti loro per Campagne Presidenziali e politiche varie.

Ci sono vari sospetti che ad esempio la Campagna Presidenziale del 2016 o la Brexit siano state condizionate grazie ai dati raccolti illecitamente da Cambridge Analytica tramite Facebook, tuttavia non è ancora nulla di concreto, sono in corso verifiche e ispezioni approfondite.

Cambridge Analytica Afferma comunque di essere in contatto con Facebook per chiarire ogni dubbio il più velocemente possibile, precisa inoltre che utilizza i social media prettamente per operazioni di Marketing e contenuti mirati, senza tuttavia usare o detenere dati dai profili Facebook.



Cosa ha fatto Facebook scoperta la violazione della Privacy?

Facebook sapeva già dal 2015 dell’illecito in base alla violazione delle regole che vietano agli sviluppatori di cedere o vendere le informazioni personali degli utenti.

Sin da subito, Facebook, per tutelare i propri utenti e mantenere ferree le proprie regole ha provveduto ad intimare le parti coinvolte di distruggere tutti i dati raccolti tramite l’App ThisIsYourDigitalLife, in loro possesso e condivisi impropriamente violando appunto le regole di Facebook e della Privacy.

Nonostante tutte le parti in causa abbiano certificato a Facebook di aver eliminato i dati degli utenti raccolti illecitamente, sembra che a distanza di tempo non tutti siano stati eliminati. Appurato ciò, Facebook ha deciso di agire con fermezza nel procedere con le indagini, sospendendo i profili di SCL, Cambridge Analytica, Kogan e Wylie.



Le dichiarazioni di Zuckerberg, CEO di Facebook

Mark Zuckerberg, dopo aver atteso qualche giorno, passato nell’Occhio del ciclone “Scandalo Facebook”, ha chiesto scusa davanti ai microfoni della CNN e si è detto pronto a testimoniare in congresso, ammettendo che i Social Network dovrebbero essere regolamentati, considerando anche i sospetti che siano stati usati per aver influenzato elezioni ed eventi politici, dichiarandosi dispiaciuto dell’accaduto.

Prima di quest’intervista sullo scandalo Facebook, il co-founder di Facebook aveva già rotto il silenzio tramite un post sulla propria pagina personale, ammettendo di aver commesso un errore e di aver sbagliato ad essersi fidato di Cambridge Analytica, alla quale aveva chiesto di eliminare i dati raccolti illecitamente ancora nel 2015, senza informare gli utenti coinvolti.

 

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